Chi non ha ancora provveduto a mappare i propri titolari effettivi o deve inviare conferme/variazioni deve monitorare attentamente le comunicazioni ufficiali del Ministero e della propria Camera di Commercio per non incorrere nelle sanzioni pecuniarie.
Il Registro dei Titolari Effettivi rappresenta uno degli strumenti cardine della normativa antiriciclaggio ed è gestito dalle Camere di Commercio con l’obiettivo di identificare la persona fisica che, in ultima istanza, possiede o controlla società, enti, associazioni o trust.
La finalità del Registro è quella di garantire maggiore trasparenza sugli assetti proprietari e prevenire fenomeni di riciclaggio, evasione fiscale e utilizzo illecito di strutture societarie opache.
La sua introduzione in Italia, tuttavia, è stata accompagnata da un lungo e complesso percorso normativo e giudiziario, caratterizzato da rinvii, sospensioni e numerosi contenziosi. Negli ultimi mesi, infatti, il sistema era rimasto sostanzialmente bloccato in attesa delle decisioni della giustizia amministrativa ed europea, generando forte incertezza tra operatori, professionisti e imprese.
La svolta è arrivata proprio in questi giorni.
La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha infatti respinto i ricorsi presentati dalle società fiduciarie, confermando la piena legittimità del sistema italiano, compreso l’inserimento dei mandati fiduciari tra i soggetti obbligati. La pronuncia europea rafforza quindi l’impianto normativo nazionale e apre concretamente la strada alla definitiva riattivazione del Registro.
Per imprese, trust, enti e professionisti coinvolti si apre ora una nuova fase operativa. Con il venir meno dei principali ostacoli giuridici, la macchina amministrativa e sanzionatoria è destinata a ripartire a pieno regime. Sarà quindi fondamentale verificare tempestivamente la propria posizione, procedere alla corretta individuazione del titolare effettivo e monitorare eventuali obblighi di conferma o aggiornamento dei dati già comunicati.
Particolare attenzione dovrà essere prestata alle prossime comunicazioni ufficiali del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle Camere di Commercio competenti, che definiranno modalità e tempistiche della riattivazione operativa del Registro. L’inosservanza degli obblighi dichiarativi potrebbe infatti comportare l’applicazione di sanzioni pecuniarie e ulteriori conseguenze sul piano amministrativo.
La decisione della Corte europea sembra dunque segnare il capitolo conclusivo di una vicenda che ha tenuto in sospeso il sistema per molti mesi e che ora riporta al centro il tema della trasparenza societaria come presidio essenziale nella lotta al riciclaggio.
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